Storia natura e tradizioni

Il termine "Nona", probabilmente si rifà storicamente al nome latino “ ANNONA “ ossia provvigione di generi alimentari e vettovaglie, quindi identificata come deposito. Nona è situata a 1340 metri S/M ed è il paese più distante dal Capoluogo di provincia. Si presume che il primo insediamento fosse Designo, poi abbandonato nel 1630 a causa della peste, dove attualmente si trovano alcune baite ormai adibite ad uso ricovero per il bestiame durante il periodo invernale

Nona, probabilmente si rifà storicamente al nome latino “ ANNONA “ ossia provvigione di generi alimentari e vettovaglie, quindi identificata come deposito. Nona è situata a 1340 metri S/M ed è il paese più distante dal Capoluogo di provincia. Si presume che il primo insediamento fosse Designo, poi abbandonato nel 1630 a causa della peste, dove attualmente si trovano alcune case da poco ristrutturate ad uso abitativo, altre ancora da sistemare e altre adibite ad uso ricovero per il bestiame durante il periodo invernale

Alcuni dati su Nona

LA CHIESA DELLA NONA: ALCUNE NOTIZIE PER IL VISITATORE Tutte le frazioni del Comune di Vilminore, sono particolarmente legate alle vicende della loro Chiesa. Questa di Nona è dedicata alla Natività di Maria Vergine. La struttura risale all’inizio del ‘500 e la chiesa fu eletta parrocchiale il 17 aprile 1614. L’ingresso è costituito da un elegante porticato con colonne di pietra del Dezzo. Il portale in legno e la cornice in pietra locale. L’altare è in marmo e fu consacrato dal Vescovo Giacomo Maria Radini Tedeschi il 13agosto1907, mentre il coro è datato 1723 ed ebbe come imprenditori dell’opera il “maestro” Giuseppe Piccini e Pietro Boni fu Comino. L’organo è del 1916; costruito dalla ditta Roberi e restaurato nel 1970. Un artista: Giuseppe Piccini Nasce a Nona nel 1661. Crebbe alla scuola del Fantoni di Edolo e le Sue opere si trovano in tutte le chiese della Valle, a Tirano, a Telgate ed in Val Camonica. La chiesa di Nona conserva molte Sue opere: abbiamo la statua della Madonna Immacolata, le due ancone degli altari laterali con colonne tortili, angeli in volo e statue dei santi, un confessionale con le figure del Buon Pastore, due grandi cornici, finissimi bassorilievi datati 1710 e altre opere. Muore nel 1725 ed è sepolto in questa chiesa. Le decorazioni interne sono opere recenti; gli affreschi della volta sono opera di Poloni e Gaudenzi datati 1922. La Pala centrale raffigurante la Natività di Maria è opera del Cifrondi 1682-1730 e fu restaurata nel 1966 mentre la cornice è d'opera Fantoniana. L’altare nuovo per le Santa Messa è di fattura pregevole e raffigura Gesù con i due discepoli d'Emmaus. Infine sul campanile in tufo lavorato, sono collocate cinque campane in “ La bemolle”. Dal 1914 al 1966 a Nona risiedettero 19 parroci; quasi tutti “Mercenari”: ossia erano detti tali quei parroci di piccole frazioni, al cui sostentamento provvedevano direttamente i cittadini della frazione.

UN'ARTISTA; GIO GIUSEPPE PICCINI (a cura di Gianfranca Rossetti) Giovanni Giuseppe Piccini (Nona di Scalve 1661-1725) compie un periodo di alunnato presso Pietro Ramus, ma completa la sua formazione guardando agli scultori nordici ed ai grandi Italiani. Vive al suo paese natìo ed opera in Valle di Scalve, in Valcamonica ed in tutto il territorio bergamasco. Dotato di rara sensibilità e precisione, è molto legato ai simboli ed alla riflessione dei grandi temi religiosi sulla fede e la salvezza, lavora senza collaboratori in opere di piccole dimensioni, grande finezza e forte intensità espressiva. In un manoscritto autografo incompleto del 1724 elenca e descrive parecchie sue opere. In Valcamonica ricorda il paliotto di Cedegolo (1691), l'ancona dello Spasimo di Capo di Ponte (1704), il paliotto dell'altare di San Siro a Breno e quello della Croce di Borno, e opere non rintracciate. Il paliotto di Cedegolo si impone per la complessità dell'impianto, la ricchezza della decorazione, la straordinaria eleganza e scioltezza delle sei statue (Fede, Speranza, Carità, Religione, Temperanza e Sapienza) con funzione di cariatidi reggenti la mensa, e le due statue dei santi Gerolamo ed Agostino nelle nicchie, tutte policrome e dorate. Al centro, in una cornice ovale, all'aperto, c'è l'adorazione dei Magi, con grande concorso di personaggi al corteo dei re orientali, con spontaneità e varietà di gesti e di funzione. In alto vivacissimi angioletti in volo reggono la corona regale e la stella ad otto punte dei Magi. Nel 1723 a Breno è già collocato il paliotto di San Siro, realizzato in forma più essenziale, con la figura del santo, al centro su piedistallo, contro uno sfondo di tessuto. A lato, entro cornici a cassa di violino, due scene esprimono il ministero del santo vescovo: a destra il rogo dei libri eretici, l'amministrazione del Battesimo ed i miracoli; a sinistra il miracolo con cui il santo estrae dalla bocca di un eretico l'ostia consacrata che provocava bruciori. Le figure che in primo piano sono a tutto tondo, diventano ad alto e basso rilievo e stiacciato verso il fondo per distribuire su vari piani le scene. Attorno alle cornici tra agili volute di fogliame si affacciano deliziosi cherubini e le figure dei santi Francesco, Antonio da Padova, Maurizio ed Apollonia. L'opera nell'insieme raggiunge un alto livello artistico.

Informazioni: Parrocchia di SS. Salvatore Breno Tel. 0364.22207 Parrocchia di S. Gerolamo - Cedegolo Tel. 0364.630374 Dipartimento Valle Camonica e Lombardia del "Centro Camuno di Studi Preistorici" Tel. e Fax 0364.433621 E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Gianfranca Rossetti Tel. 0364.360228